La mossa del cavallo

29 MAG 19
Ultimo aggiornamento: 00:13 | 30 MAG 19
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Roma. “Credo proprio che adesso il Movimento cinque stelle debba voltare lo sguardo da un’altra parte. So che non spetta a me dirlo. Ma deve partire un confronto, sia dentro il Movimento sia dentro il Pd”. E le parole che consegna al Foglio, nelle ore di massimo tramestio dentro al governo legastellato, dopo le elezioni che anche a Roma hanno segnato l’arrembanza della Lega vittoriosa, sono una piccola bomba. A parlare con il Foglio è Luca Bergamo, cinquantasette anni, vicesindaco di Virginia Raggi, assessore alla Cultura, uomo di sinistra. Ma soprattutto uomo schivo. Talmente schivo che le sue parole adesso assumono un significato molto forte. “Il M5s su alcuni temi deve fare una scelta di campo”, ci dice Bergamo. “Non parlo tanto di alleanze, ma di scelte fondamentali. Serve superare i tempi della cronaca e darsi, almeno ogni tanto, il respiro più ampio della storia”. Solidarietà, antifascismo, inclusione dei migranti. Il respiro più ampio della storia, cui fa riferimento il vicesindaco della giunta grillina è un’agenda ideale che è già nell’aria. Che ha i suoi sostenitori politici e intellettuali. Persino un suo giornale: Repubblica. E d’altra parte Bergamo parla con il Foglio dopo aver appena concluso un intervento, nel corso di un dibattito, proprio assieme a Nicola Zingaretti. Sul palco del Cinema America occupato, Bergamo ha squadernato lodi per il segretario del Pd. Si parlava di cultura, certo. Ma con allusioni evidenti. Implicite. Aveva detto Bergamo: “So che Zingaretti condivide in pieno l’idea che in una società in cui domina la paura del futuro custodire i rapporti umani e le relazioni sociali intorno al godimento dell’arte è una posizione fondamentale per la tenuta della società”. C’è un bel po’ di politica, no? “Ho semplicemente detto che troviamo spesso delle convergenze su alcuni temi”.